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Archive for the ‘Terra Madre’ Category

Spezza la catena

Traduzione della canzone danzata ilo 14 febbraio per la flash mob One Billion Rising

SPEZZA LA CATENA

Sollevo le braccia al cielo
Prego in ginocchio
Non ho più paura
Io attraverserò quella soglia
Cammina, danza, sollevati
Cammina, danza, sollevati
Posso vedere un mondo dove tutte viviamo
sicure e libere da ogni oppressione
Non più stupro, o incesto, o abuso
Le donne non sono proprietà
Tu non mi hai mai posseduta, neppure sai chi sono
Io non sono invisibile, sono semplicemente meravigliosa
Sento il mio cuore prendere la corsa per la prima volta
Mi sento viva, mi sento straordinaria
Danzo perchè amo
Danzo perché sogno
Danzo perchè non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati
Danza, sollevati
Nel mezzo di questa follia, noi ci ergeremo
Io so che c’è un mondo migliore
Prendi per mano le tue sorelle e i tuoi fratelli
Cerca di raggiungere ogni donna e ogni bambina
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perchè amo
Danzo perché sogno
Danzo perchè non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati
Danza, sollevati
Sorella, non mi aiuterai? Sorella, non ti solleverai?
Danza, sollevati
Danza, sollevati
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perchè amo
Danzo perché sogno
Danzo perchè non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Spezzare la catena

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Il respiro degli Alberi

bird embrace wood

Disegnato e narrato da: Valerie Undòmiel

L’alba rosa stende il suo lieve manto nel cielo del mondo.
Il Sole appena sorto prende forza piano piano e con dolcezza inizia a scaldare la Terra.
Le foglie degli Alberi sono verdi e succose, si tendono verso di lui e lui le bacia con gioia.
Ravvivati da questo energetico contatto gli Alberi iniziano a inspirare.
L’aria è piena di anidride carbonica.
Gli alberi sanno che le altre belle creature della Terra come gli animali e gli esseri umani, che loro molto amano, non sopportano questo gas.
Ma loro sì. L’anidride carbonica entra in loro e loro, con la loro forza e la loro benevolenza, la trasformano. Innanzitutto creano zuccheri nutrienti per loro stessi. E Ossigeno, nutriente per gli altri esseri viventi.
Gli alberi espirano e l’ossigeno si diffonde, un dono bellissimo per la vita.
L’atmosfera deve però ora essere nuovamente riempita di carbonio per poter continuare a nutrire alberi e piante.
E meraviglia!
Viene assimilato sottoforma di cibo da animali ed esseri umani, che si nutrono dei vegetali, passando così da un organismo all’altro.
Gli esseri umani, grati agli alberi per il loro bel dono inspirano l’ossigeno ed espirano il carbonio assorbito, donando a loro volta.
Allora gli alberi, grati all’essere umano, respirano anidride carbonica ed espirano ossigeno.
E respiro dopo respiro il ciclo continua e mai si spezza.
Respiro dopo respiro dono e gratitudine diventano Uno e l’Amore viene costantemente scambiato.
E la Vita si rinnova.
Il sole cala lentamente all’orizzonte.
Nel silenzio stellato della notte gli esseri umani sognano profondi sogni.
Hanno meno bisogno di ossigeno allora, e l’aria ne ha ormai in quantità.
Gli alberi allora ne approfittano e nella dolcezza dell’oscurità respirano ossigeno ed espirano anidride carbonica.
Non si riprendono il loro dono. Solo quel tanto che basta per poter metter in circolo gli zuccheri che hanno inglobato durante il giorno. Per potersi mantenere in forze e per poter continuare a vegliare sulla Vita di tutte le creature terrestri.

*

Le Grandi Madri e i Grandi Padri Albero sono i custodi della Vita sulla Terra.
Il loro processo di trasformazione dell’anidride carbonica avviene tramite la luce solare e l’acqua, e si chiama fotosintesi (da “foto” – Luce e “Synthesis” – assemblaggio).
Sostanzialmente la fotosintesi permette all’albero di creare dall’anidride carbonica sia gli zuccheri di cui ha bisogno per nutrirsi sia l’ossigeno, gas respirabile, che l’albero rilascia nell’atmosfera tramite gli stomi.
Il carbonio si fissa poi alla pianta e viene assimilato dagli esseri che se ne cibano, che poi lo rilasciano a loro volta nell’atmosfera tramite vari processi: respirazione, decomposizione di tessuti, feci. Completando il ciclo.

Solo il processo notturno, che è inverso alla fotosintesi, viene chiamato a livello scientifico Respirazione (nella storia qui sopra mi sono presa qualche licenza poetica).La respirazione permette all’albero di far circolare al suo interno gli zuccheri e così di nutrirsi a livello effettivo.
Per questo si consiglia di non avere piante proprio in camera da letto, un mabiente chiuso, dove di notte non circola abbastanza aria.

Tramite i suoi processi la Terra ci parla e ci insegna.
Aprendo il cuore a questi cicli continui comprendiamo come ogni cosa in Natura sia interconnessa, come ogni cosa abbia un ruolo speciale che la lega in un equilibrio spesso molto sottile alle parti che compongono il Tutto. Anche ciò che sembra non avere importanza, che sembra essere inutile o addirittura dannoso, ha un suo ruolo.

Anche l’essere umano è parte di questo Tutto, una parte integrante. Non è superiore e non è inferiore, bensì è un tassello che può contribuire a mantenere l’equilibrio.
Purtroppo invece, chiudendo il cuore al ciclo, troppo spesso modifica la perfetta funzionalità della natura, che deve così continuamente riassestarsi, se può farlo.

Il Dono degli alberi è immenso.
se a ogni respiro fossimo consapevoli che possiamo trarlo solo grazie a loro essi risplenderebbero di luce ai nostri occhi, non potremmo fare a meno di abbracciarli tutti e forse, chi di dovere, ci penserebbe due volte prima di disboscare.

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Lavarsi con le farine

Cosmesi fai da te. Di Leanan Sidhe

Quello che vi sto per presentare è un argomento a me molto gradito, in quanto il lavaggio dei capelli e del corpo con le farine è stato uno dei miei primi esperimenti in fatto di cosmetici cosiddetti “home made”. I risultati sono davvero sorprendenti, pelle e capelli risultano puliti, morbidi, freschi e assolutamente non appesantiti; in particolare, ho apprezzato i risultati della farina d’avena sulla pelle di viso e corpo, che già dal primo “trattamento” si è presentata molto setosa al tatto e con impurità meno evidenti… un vero toccasana! Soprattutto per le pelli miste o grasse, che hanno bisogno di una pulizia sempre accurata. Per dovere di cronaca, comunque, ci tengo in primo luogo a sottolineare che la maggior parte di queste ricette sono state prelevate, o comunque ispirate, dal forum di “Sai Cosa Ti Spalmi?”, bellissimo e utilissimo sito che vi consiglio caldamente di visitare.

Ma passiamo alle ricette, cominciando proprio con il CORPO. L’ideale in questo caso sarebbe, come dicevo, la farina d’avena integrale, ottima per il delicato, ma al contempo intenso, effetto esfoliante. Ha proprietà emollienti strepitose, la vostra pelle risulterà liscia e vellutata come non mai! Se non trovate la farina d’avena, per lavarsi il corpo in teoria va bene qualsiasi altro tipo di farina; alcuni sconsigliano, però, quella doppio zero, che potrebbe risultare troppo collosa e quindi scomoda. Per quanto mi riguarda, comunque, non ne ho provate altre, quindi posso garantire unicamente per questa.

Necessario: 2 o 3 cucchiai di farina d’avena integrale acqua appena tiepida, quanto basta a formare una pastella morbida 3 gocce di olio di jojoba 3 gocce di un olio essenziale a scelta (opzionale)

In una ciotolina mettete la farina, poi aggiungete l’acqua tiepida un cucchiaino alla volta, mescolando bene per non formare grumi (ma anche se si dovessero formare tranquilli, non ha molto importanza). In ultimo l’olio di jojoba e l’olio essenziale, sempre mescolando bene. Massaggiate la pelle umida di tutto il corpo, poi risciacquate con cura. Se avete per natura la pelle secca (che in questa stagione è all’ordine del giorno) aumentate leggermente l’olio di jojoba, aggiungendone cinque o sei gocce. Ammorbidisce senza ungere, essendo in realtà una cera vegetale. Va bene anche quello di mandorle dolci, naturalmente, ma solo se non avete la pelle mista o grassa, in quanto sul viso potrebbe risultare comedogeno.

VARIANTE GOLOSA:
– Aggiungete alla farina un paio di cucchiaini di cacao amaro. Sarete tentati di mangiarvela! Ovviamente in questo caso l’olio essenziale, se non volete ometterlo, dovrà essere adeguato; ottimo l’abbinamento con o.e. d’arancia, a quanto dicono. – Aggiungete succhi di frutta, o frullati piuttosto liquidi. le varie proprietà della frutta fanno molto bene alla pelle, anche esternamente 🙂 – Un cucchiaino di caffè in polvere aumenta il potere esfoliante e dona un aroma molto, molto particolare.

Passiamo ora al lavaggio dei CAPELLI. Ottima la farina di ceci, ha un buon potere sgrassante senza però incidere troppo sull’eventuale secchezza del capello. Consiglio comunque di proteggere le punte con qualche goccina di olio di jojoba o di semi di lino prima del lavaggio, specie se già tendenti al crespo. Inumidite sempre il capello prima di ungerlo con olii vari, in modo da portare in esso anche idratazione (l’olio si sa, non contiene acqua, quindi non può idratare). Tenetelo in posa almeno dieci minuti, poi lavate.

Necessario: 2 cucchiai abbondanti di farina di ceci (anche 3 se avete i capelli lunghi) acqua appena tiepida, quanto basta a formare una pastella densa 1 cucchiaino di miele biologico (opzionale, ma utile come districante) 3 gocce di un olio essenziale a scelta (opzionale)

Come vedete, le quantità e gli ingredienti sono gli stessi, più o meno, della farina per il corpo. Il procedimento non cambia: in una ciotolina mettete la farina e il miele, poi aggiungete l’acqua tiepida un cucchiaino alla volta, mescolando bene. In ultimo l’olio essenziale, sempre mescolando bene. Ho scritto ‘pastella densa’ perchè personalmente mi trovo bene con quella, ma voi potete farla anche più liquida se vi trovate meglio. Non ha importanza alcuna, il risultato è lo stesso. Distribuite il composto sulle radici tralasciando le punte, che si laveranno automaticamente quando la farina sciacquata ci passerà sopra, e massaggiate delicatamente. Potete fare tutto questo direttamente con le mani, nella vasca o nel lavandino, a testa in giù, oppure aiutandovi distribuendo la pastella sul cuoio capelluto tramite una grossa siringa priva di ago. Ripetete fino ad esaurimento impasto. Ora potete farvi, se volete, un impacco di balsamo (naturalmente eco-bio!) da tenere in posa per cinque minuti circa. Se desiderate provare un sostituto del balsamo, vi suggerisco di fare l’ultimo risciacquo con un litro di acqua a temperatura ambiente o fredda (quest’ultima chiude le squame del capello) in cui avrete versato un cucchiaio di aceto, meglio se di mele: contribuirà a regolarizzare il ph acido del capello, specie se l’acqua usata è piuttosto calcarea, rendendo la vostra chioma soffice e lucente. Se non vi piace l’aceto potete usare un cucchiaio di succo di limone ben filtrato.

In ultimo, una nota: le prime volte che si effettuano questo tipo di lavaggi è probabile che il capello rimanga un poco traumatizzato, a causa dell’utilizzo di prodotti siliconici a cui è stato sottoposto per anni; potrebbe perciò apparire spento, opaco e forse stopposo. Non temete, è normale, dovete dargli solo il tempo di “disintossicarsi” da tutte le materie sintetiche di cui per anni si è avvolto. Con qualche lavaggio tornerà al suo aspetto abituale, anzi, una volta che i residui chimici saranno spariti vedrete una rinascita spettacolare della vostra chioma: se avete i riccioli questi saranno più elastici, la forfora meno presente e, soprattutto, rimarranno puliti molto più a lungo. Insomma, avrete finalmente dei capelli sani e “veri”, come Natura comanda.

Sottolineo che queste sono le ricette che uso, o ho utilizzato, personalmente. Se alla fine scoprite che non fanno per voi, ricordatevi una cosa fondamentale nel campo della cosmesi naturale fai da te: sperimentare! Ognuno è fatto in modo diverso, ciò che va bene per me non è detto che lo sia per voi. Non lasciatevi abbattere da eventuali primi tentativi falliti, persistete, e vi assicuro che troverete la soluzione più adatta a voi e ai vostri problemi di pelle/capelli/e quanto ce n’è! 🙂

Buon lavaggio!

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Cosmesi naturale: perchè?

Illuminante articolo di: Leanan Sidhe

In questo ultimo periodo, vuoi per moda o vuoi per etica ecologica, i cosmetici naturali pare stiano avendo un discreto successo.
Il problema che si presenta, tuttavia, è che la maggior parte dei prodotti in vendita nelle normali profumerie o erboristerie, che vengono spacciati per naturali, in realtà lo sono ben poco: tanto per cominciare il 90% dei prodotti, o i loro ingredienti di base, sono per legge testati su animali (e questo già di per sè ha ben poco di naturale), in più l’origine di questi ingredienti e il loro impatto sull’ambiente e sull’organismo umano possono avere risultati a dir poco devastanti, specie se utilizzati per lungo tempo.
Sono pochi quelli che si preoccupano realmente di controllare i componenti di una crema da giorno, di un deodorante, di uno shampoo e via dicendo; com’è normale, ovviamente, in quanto si è soliti affidarsi ai media per quanto riguarda gli acquisti personali. Soprattutto, il più delle volte, basta che un prodotto abbia un nome vagamente erboristico per ritenersi più che soddisfatti, o per lo meno tranquillizzati. Questo naturalmente non è sempre sinonimo di superficialità o indifferenza, bensì di semplice disinformazione, spesso voluta proprio dalle stesse case produttrici le quali, in questo modo, possono continuare a commerciare i loro miracolosi prodotti in tutta tranquillità e nella totale fiducia dell’ignaro compratore.

Vediamo, ora, di dare uno sguardo veloce a quei componenti che in genere sarebbe meglio evitare.
Come primo esempio si potrebbe iniziare a parlare del petrolato, o petrolatum, ingrediente derivato dal petrolio che, per quanto possa sembrare impossibile, è a volte presente anche in quelle marche che si dichiarano erboristiche. Chiamato anche “paraffinum liquidum”, meglio noto col nome di olio di vaselina, è una gelatina ottenuta direttamente dal petrolio per raffinazione. Si ottiene dai residui della distillazione del petrolio rimasti dopo la totale evaporazione dell’olio. È costituito principalmente da idrocarburi saturi composti di solito da almeno 25 atomi di carbonio. La sua formula dettagliata varia a seconda della qualità del petrolio usato e del metodo di raffinamento adottato. Le qualità “migliori” sono chiamate petrolato bianco e trovano impiego nella farmaceutica e nella cosmetica; le meno pregiate sono chiamate petrolato ambrato, petrolato giallo e petrolato marrone, sostanze inquinate da residui cancerogeni di raffinazione quali idrocarburi policiclici aromatici (IPA), e utilizzate nei settori dell’industria e dei lubrificanti, in particolare per la produzione del famoso olio di vaselina e del grasso di vaselina. Oggi la vaselina è usata soprattutto in campo farmaceutico, per la produzione di pomate, gel, struccanti, antifunghi, prodotti per l’infanzia e per l’igiene; in campo cosmetico viene impiegata principalmente nei balsami per capelli, nei rossetti o lucidalabbra e nelle creme per la rasatura. Nell’Unione Europea si applica al petrolato la frase di rischio R45 con la nota N, poiché si tratta di una sostanza cancerogena. Inoltre, se vogliamo puntare per un secondo sul lato esclusivamente cosmetico, c’è da considerare anche la sua natura altamente comedogenica, senza tralasciare il suo elevato potere allergizzante, in grado di provocare differenti reazioni indesiderate.
Un altro prodotto potenzialmente tossico per l’ambiente e per il corpo umano è il silicone, o per meglio dire i siliconi, dato che ne esistono di differenti tipi (dimethicone, cyclomethicone, ecc. Guardando nel vostro balsamo, per esempio, potreste anche trovarne uno. Considerate che finiscono quasi tutti in “-one”).
I siliconi sono molecole assolutamente artificiali, non biodegradabili e prodotte con processi inquinanti, che hanno lo scopo di rendere le creme e i fondotinta più “leggeri” e gli shampoo più lucidanti. Per i capelli esistono intere linee ai siliconi, poichè questi formano sullo strato capillare una guaina estremamente lucida, che li rende lisci al tatto facendoli apparire sani e ben curati. I siliconi contenuti nelle creme da viso o da corpo, sono abbastanza simili: la pelle risulta al tatto particolarmente liscia e aumenta di luminosità. In realtà, quella che noi percepiamo come pelle morbida, è una pellicola occlusiva formata dai siliconi stessi sullo strato superficiale della pelle, che dona l’effetto “liscio” caratteristico.
La letteratura cosmetologica sostiene che i siliconi siano inerti e in quanto tali assolutamente innocui per pelle, capelli eccetera. Ma c’è anche chi avverte delle insufficienti ricerche in merito, che non forniscono abbastanza dati da escludere totalmente eventuali reazioni avverse. Negli ultimi anni è stato riscontrato un aumento del 15% di dermatiti atopiche causate, tra le altre cose, proprio dai siliconi contenuti nei cosmetici.
Essendo un elemento di origine sintetica, il silicone non segue le normali procedure legate alla fisiologia cutanea, quindi non viene assorbito, e di conseguenza non permette neppure l’assorbimento di altre sostanze funzionali utili alla pelle ed al suo nutrimento. In questo modo, l’epidermide (come il capello) si ritrova letteralmente sigillata (i siliconi servono a questo, no?) sotto uno strato di pellicola, soffocando e non riuscendo a idratarsi e nutrirsi a dovere.
Parliamo ora dei filtri solari, presenti sia in alcune creme da giorno che nelle lozioni solari stesse.
I filtri solari non sono tutti uguali, si possono suddividere in due categorie: 
– filtri solari fisici (zinc oxide, titanium dioxide, talc)
– filtri solari chimici (octyl methoxycinnamate, benzophenone, ethylhexyl methoxycinnamate, butyl methoxydibenzoylmethane, octyldodecylneopentanoate)
I filtri fisici si limitano, come dovrebbe essere, a riflettere i raggi solari UV, sia di origine A che B, e naturalmente più prodotto si mette, con maggior frequenza, più si filtreranno i raggi solari, e viceversa meno prodotto si userà, con minor frequenza, e più raggi solari passeranno.
I filtri chimici, al contrario, non si sa esattamente come funzionino, nè si è certi del loro comportamento nei confronti dell’epidermide.
Ciascun filtro, oltretutto, cattura e trasforma selettivamente solo certe bande di raggi solari, sfasando completamente anche la reattività della pelle a una cosa naturale come il raggio solare, mentre i filtri fisici in modo del tutto democratico schermano in misura maggiore o minore a seconda delle percentuali in cui sono presenti tutti i raggi solari. I filtri chimici, inoltre, per funzionare devono avere delle zone molecolari dove i raggi solari si “incastrano”, così che non raggiungano l’epidermide. Per fare questo la struttura di queste sostanze è particolarmente complessa. Più sono complicate le sostanze, più possibilità hanno di essere intese, dall’organismo, come antigeni e scatenare una reazione allergica. Inoltre, questo meccanismo fa sì che il filtro chimico “trattenga” il calore, aumentando quindi la sensazione di caldo sulla pelle (al contrario dei filtri fisici).
Altro punto importante, che francamente lascia di stucco è che ogni anno l’FDA, ente americano che si occupa, tra le altre cose, delle sostanze da ammettere nella preparazione dei cosmetici, semplicemente considera la lista dei filtri ammessi, li controlla, verifica quali casi di allergia, malattia, eccetera hanno causato nel corso dell’anno precedente, e poi stila la lista dei filtri buoni e quella di quelli cattivi. Quindi, i formulatori prima controllano la lista e poi si mettono a fare i solari.
In parole povere, prima li distribuiscono sul mercato, poi a seconda delle allergie e dei danni causati dai vari filtri compilano la lista suddetta.
Per ultimo si potrebbe accennare alla questione dei profumi, sia quelli contenuti nei cosmetici, che quelli dei detersivi, ammorbidenti, e così via.
Nei profumi tradizionali, in genere, sono presenti i cosiddetti “profumi di sintesi”, ovvero sostanze di derivazione sintetica, non naturali, ottenute da fonti non rinnovabili. Vengono utilizzati anche olii essenziali di origine naturale, ovviamente, ma sempre in percentuali minori. Da sottolineare il fatto che alcune sostanze naturali non sono di origine vegetale, bensì animale, come ad esempio il fortunatamente costosissimo “muschio”, che altri non è se non una sostanza ricavata dalla ghiandola frontale di un cervide himalayano. A causa dei costi elevati di suddette sostanze, sono stati creati dei sostituti sintetici a basso costo. Tuttavia, questi ultimi si sono rivelati particolarmente pericolosi per l’uomo, causando una serie di problemi che vanno dalle comuni dermatiti ad allergie assai più gravi. Un impiego molto diffuso di “nitro muschi” e “policiclici sintetici” è quello di fissatori, cioè sono in grado di bloccare il profumo sulla superficie con cui vengono a contatto e liberarla poco alla volta. Tipico esempio i profumi per ammorbidente, che vengono rilasciati lentamente in modo da avere la sensazione “di pulito” anche dopo che gli indumenti sono stati riposti negli armadi.
La scelta tra sintetico e naturale non è solo di tipo economico ma anche legislativo: la creazione e commercializzazione di profumi, infatti, non è sottoposta a Leggi nazionali o europee e questo proprio a causa dell’estrema complessità della materia. Per questo motivo i profumieri hanno costituito l’IFRA (international fragrances association) una società che si impone delle Autoregolamentazioni. Ogni anno l’IFRA mette al bando delle sostanze di cui si è dimostrata la pericolosità, o ne limita la percentuale d’impiego. Ad esempio, il Bergamotto è praticamente sparito dalle composizioni dei profumi e l’olio di limone è utilizzabile solamente in percentuali minime. Per quale motivo delle sostanze naturali sono adesso limitate? La questione appare molto semplice: siccome in passato si sono utilizzate sostanze di ogni origine e sorta, con risultati finali il più delle volte dannosi, è ora necessario mettersi al riparo. Di conseguenza, basta una piccola segnalazione di allergia che la sostanza in questione viene presa di mira. Da un estremo all’altro…
Detto ciò, è importante consigliare, come al solito, di prestare attenzione alle profumazioni utilizzate, alle marche, e naturalmente agli ingredienti (per quanto sia possibile), cercando di limitare prodotti in qualche modo “sospetti”.

Passiamo adesso a parlare dei cosmetici eco-bio, giusto poche parole, per sottolineare le differenze tra questi ultimi e quelli sopra riportati.
I cosmetici definiti ecologici sono a base di prodotti di origine naturale, generalmente vegetale (salvo alcuni ingredienti, come ad esempio miele e latte), e assolutamente eco compatibili e biodegradabili. Le marche disponibili in commercio assicurano l’etichetta eco-bio attraverso certificazioni europee garantite, come ad esempio BDIH, ICEA e AIAB. Esiste, però, anche la possibilità di preparare ottimi cosmetici nella comodità della propria cucina, utilizzando ingredienti facilmente reperibili e con un impatto economico assai ridotto; le ricette che si possono trovare sono numerose e composte da ingredienti di base sia semplici (come infusi di erbe, farine, cera d’api o olii essenziali e burri vegetali) che “complessi”, reperibili in farmacia e adatti a persone con un pò di esperienza sulle spalle.
Tutti questi cosmetici, sia quelli casalinghi che quelli certificati, hanno il pregio di non formare nessun tipo di pellicola su pelle o capelli, in modo da lasciarli respirare tranquillamente e da consentirgli il loro naturale sviluppo fisiologico. Ricchi all’origine di elementi essenziali, risultano essere assai più validi per quanto riguarda sia la salute che la bellezza dei cosmetici più famosi… non dimentichiamoci che sin dall’inizio dei tempi l’essere umano ha utilizzato le materie prime di Madre Natura per risolvere problemi legati alla sfera della salute come a quella dell’aspetto fisico: da che mondo è mondo le donne (ma anche gli uomini) hanno tenuto alla loro bellezza, soprattutto per se stesse (cosa estremamente importante, tra l’altro). Quindi, perchè non tornare ad utilizzare ciò che si trova in Natura, invece di sintetizzare in laboratorio sostanze dubbie e il più delle volte dannose? Servirà non solo a proteggere il nostro pianeta, già malato a sufficienza, ma anche a prendersi cura di noi stesse con più amore e delicatezza, coccolandoci tra erbe e fiori e tornando così, poco alla volta, a uno stato di armonia psico-fisica con la Terra.

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