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Archive for the ‘Inanna’ Category

Inanna e l’albero Huluppu

Antico Inno dedicato alla Dea Inanna.
III sec. a.c
Da: “La Grande Dea. Il viaggio di Inanna Regina dei Mondi” Sylvia Brinton Perera

InannaDumuziSeatedDatePalmInvestiture

I primi giorni, i primissimi giorni,
Le prime notti, le primissime notti,
I primi anni, i primissimi anni,

I primi giorni, quando ogni cosa necessaria fu posta in essere,
I primi giorni, quando ogni cosa necessaria fu debitamente nutrita,
Quando si cosse il pane nei templi di terra,
E si gustò il pane nelle case della terra,
Quando il cielo si fu allontanato dalla terra,
E la terra si fu separata dal cielo,
E fu stabilito il nome dell’uomo;

Quando il Dio del Cielo, An, ebbe ottenuto i cieli,
E il dio dell’Aria, Enlil, ebbe ottenuto la terra,
Quando a Ereshkigal, Regina del Gran Luogo Inferiore, fu dato il mondo sotterraneo per dominio,

Egli fece vela; il Padre fece vela,
Enki, Dio della Saggezza, fece vela verso il mondo sotterraneo.
Piccoli grani di vento gli furono scagliati contro;
Grossi chicchi di grandine gli furono scagliati contro;
Come veloci tartarughe marine,
Colpirono la chiglia del naviglio di Enki.
Come lupi le acque del mare divorarono la prua del suo naviglio;
Come leoni le acque del mare si gettarono sulla poppa del suo naviglio.

A quei tempi un albero, un solo albero, un albero-huluppu*
Fu piantato sulle rive dell’Eufrate.
L’albero fu nutrito dalle acque dell’Eufrate.
Il turbinoso Vento del Sud si levò, ne divelse le radici
E ne sparse i rami,
Finché le acque dell’Eufrate non lo portarono via.

Una donna, i cui passi erano guidati dal timore della parola di An, Dio del Cielo,
I cui passi erano guidati dal timore della parola di Enlil, Dio dell’Aria,
Trasse l’albero dal fiume e parlò:
“Io porterò quest’albero ad Uruk.
Io pianterò quest’albero nel mio giardino sacro”.

Inanna si prese cura dell’albero con le proprie mani.
Premette la terra intorno all’albero con i propri piedi.
Inanna si interrogò:
“Quanto tempo dovrà trascorrere prima che io abbia un trono splendente su cui sedere?
Quanto tempo dovrà trascorrere prima che io abbia un letto splendente su cui giacere?”

Gli anni passarono; cinque anni, poi dieci anni.
L’albero si fece robusto,
Ma la sua corteccia non si fendeva.

Poi un serpente resistente agli incantesimi
Si annidò fra le radici dell’albero-huluppu.
L’uccello-Anzu portò i suoi piccoli sui rami dell’albero.
E la vergine oscura, Lilith, prese dimora nel tronco.
La giovane donna che amava il riso pianse.
Oh, come pianse Inanna!
(E tuttavia non se ne andavano dal suo albero.)

Quando gli uccelli presero a cantare, all’avvento dell’alba,
Il Dio del Sole, Utu, si levò dal regio talamo.
Inanna si rivolse a suo fratello Utu e disse:
“Utu, nei giorni in cui i fati furono decretati,
Quando la Terra traboccò di abbondanza,
Quando il Dio del Cielo prese i cieli e il Dio dell’Aria la terra,
Quando a Ereshkigal fu dato il Gran Luogo Inferiore per dominio,
Il Dio della Saggezza, il Padre Enki, fece vela verso il mondo sotterraneo,
E il mondo sotterraneo si levò contro di lui e lo aggredì…
A quei tempi un albero, un solo albero, un albero-huluppu
Fu piantato sulle rive dell’Eufrate.
Il Vento del Sud ne divelse le radici e ne sparse i rami,
Finché le acque dell’Eufrate non lo portarono via.
Io trassi l’albero dal fiume; lo portai nel mio giardino sacro.
Mi presi cura dell’albero, nell’attesa del mio trono e del mio letto splendente.

Poi un serpente resistente agli incantesimi
Si annidò fra le radici dell’albero,
L’uccello-Anzu portò i suoi piccoli sui rami dell’albero
E la vergine oscura, Lilith, prese dimora nel tronco.
Io piansi.
Oh, come piansi!
(E tuttavia non se ne andavano dal mio albero.)”

Utu, il valoroso guerriero, Utu,
Non volle aiutare sua sorella, Inanna.

Quando gli uccelli presero a cantare, all’avvento della seconda alba,
Inanna si rivolse a suo fratello Gilgamesh e disse:
“Oh Gilgamesh, nei giorni in cui i fati furono decretati,
Quando Sumer traboccò di abbondanza,
Quando il Dio del Cielo ebbe preso i cieli e il Dio dell’Aria la terra,
Quando a Ereshkigal fu dato il Gran Luogo Inferiore per dominio,
Il Dio della Saggezza, il Padre Enki, fece vela verso il mondo sotterraneo,
E il mondo sotterraneo si levò contro di lui e lo aggredì.
A quei tempi un albero, un solo albero, un albero-huluppu
Fu piantato sulle rive dell’Eufrate.
Il Vento del Sud ne divelse le radici e ne sparse i rami,
Finché le acque dell’Eufrate non lo portarono via.
Io trassi l’albero dal fiume; lo portai nel mio giardino sacro.
Mi presi cura dell’albero, nell’attesa del mio trono e del mio letto splendente.

Poi un serpente resistente agli incantesimi
Si annidò fra le radici dell’albero,
L’uccello-Anzu portò i suoi piccoli sui rami dell’albero
E la vergine oscura, Lilith, prese dimora nel tronco.
Io piansi.
Oh, come piansi!
(E tuttavia non se ne andavano dal mio albero.)”
Gilgamesh, il valoroso guerriero, Gilgamesh,
L’eroe di Uruk, non abbandonò Inanna.

Gilgamesh si cinse il petto dell’armatura del peso di cinquanta mine.
Cinquanta mine pesavano per lui quanto cinquanta piume.
Sollevò la scure di bronzo, la scure della strada,
Del peso di sette talenti e sette mine, e se la pose in spalla.
Entrò nel giardino sacro di Inanna.

Gilgamesh colpì il serpente resistente agli incantesimi.
L’uccello-Anzu volò coi suoi piccoli verso le montagne;
E Lilith distrusse la propria dimora e volò verso recessi selvaggi e inabitati.
Gilgamesh quindi liberò le radici dell’albero-huluppu;
E i figli della città, che lo accompagnavano, ne tagliarono i rami.

Nel tronco dell’albero egli scavò un trono per la sua divina sorella.
Nel tronco dell’albero Gilgamesh scavò un letto per Inanna.
Con le radici dell’albero ella formò un pukku per il fratello.
Con la corona dell’albero Inanna formò un mikku per Gilgamesh, l’eroe di Uruk.

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